La brutta esperienza di un imprenditore palermitano con una rinomata agenzia

Brutta esperienza di Social Media Marketing

Sabato ci ha telefonato un giovane corsista, di quelli che ti viene da dire «Se a Palermo tutti i giovani fossero così, non avrebbe più senso parlare di crisi». Non vi racconteremo nel dettaglio ciò che ci ha raccontato e richiesto, ma prenderemo alcuni punti principali che, a nostro parere, rappresentano la (drammatica) situazione digital di Palermo. Seguite la sua evoluzione: ogni titolo di paragrafo è una sua affermazione o domanda…

Ho affidato la nostra Pagina Facebook a un’agenzia per 200 euro al mese

Un’agenzia che prende 200 euro al mese per gestire una Pagina Facebook, a voi sembra cara ma in realtà il prezzo è più o meno giusto. Dipende da quanti post al giorno fa. Esistono business in cui potete permettervi di pubblicare nella vostra Pagina un post ogni 2 giorni, in altri dovete postare 4-6 volte al giorno, in altri casi un post a settimana potrebbe anche essere più che abbastanza. 200 euro è il minimo, va bene per un paio di post a settimana. Agenzie come questa sopracitata – ahinoi famosa a Palermo – non hanno la minima idea di quale dovrebbe essere il ritmo di pubblicazione, postano poco e male. In sintesi quei 200 euro vi costano molto cari perché non ottenete quasi risultati. Quando poi scoprite che l’agenzia (è un classico) affida la vostra Pagina a uno stagista o a un SMM sottopagato, allora vi rendete conto che i vostri 200 euro non sono cari, sono proprio buttati.

Ho notato che i commenti e i like che ricevevo erano finti

A quanto pare, giungono voci da ogni dove (tra cui questa, fresca fresca), gli stagisti di questa agenzia sono addestrati a creare profili finti Facebook per interagire con le Pagine dei loro clienti. Tradotto: i clienti dell’agenzia ricevono commenti e like sui post della loro Pagina ma da profili “inesistenti” manovrati dall’agenzia stessa. Il ragazzo che ci ha raccontato la sua disavventura lavora in un’azienda a conduzione familiare molto importante, è giovanissimo e molto sveglio, ma pensate suo padre o suo nonno cosa dovrebbero capirne di engagement da profili fake su Facebook. Per la fiducia che ripongono verso i Social e per la cifra bassa che stanno investendo, non andrebbero neanche a controllare né a cercare di capire.

Ho iniziato a gestire la Pagina da solo e ho ottenuto successi reali

Gestendo la pagina in prima persona si è accorto della differenza di engagement, ci ha preso gusto e ha iniziato a farlo per gioco. Ed effettivamente è così che dovrebbe essere: un’azienda dovrebbe farsi aiutare ad avviare la Pagina da qualcuno (competente!), dovrebbe farsi “addestrare”, e infine dovrebbe andare avanti con i suoi piedi. Non solo costa meno ma la resa è 100 volte più potente. E l’atteggiamento del “prenderla per gioco” è in assoluto vincente perché, non dimenticatelo, la gente sta su Facebook per cazzeggiare e non per comprare. A questo punto mi ha chiesto…

Nella Pagina Facebook è meglio dare del Tu o del Lei?

E qui gli abbiamo citato il corso di Tone of Voice di Valentina Falcinelli, sottolineando il fatto che la scelta di tono di voce non riguarda solo il Blog, riguarda tutta la Comunicazione. Nella Pagina Facebook – così come sul Blog – è meglio usare il Voi perché vi state rivolgendo a una community, a una platea di seguaci. Se qualcuno commenta, allora rispondete e commentate con il Tu. Ma il Lei e tutto ciò che è formale e aziendale, sui Social e nel Blog va eliminato. Se nella pagina Chi siamo (della Pagina Facebook o del Sito) avete iniziato con:

La nostra azienda dal 1995 è il punto di riferimento a Palermo per gli appassionati di…

sappiate che non funziona, non trasmettete valore, non comunicate. Direte voi «Tutti fanno così», vi rispondiamo «E allora perché non distinguersi con un po’ di personalità?». Fatevi sentire.

Mi consigli di aprire il Blog?

Senza ombra di dubbio, sì! Se avete un sito, quasi sicuramente è stato scritto in WordPress (il CMS più diffuso al mondo), quindi il blog è già integrato. Lo avete già, dovete soltanto chiedere di attivarlo a chi vi ha realizzato il sito, con i dovuti accorgimenti tecnici/estetici. Il punto è che avere una Pagina Facebook senza blog è un po’ come cantare a cappella: con il blog è come se aveste anche una band che riscalda e attira più pubblico. Anche se pubblicate un articolo a settimana, quel singolo articolo post sulla Pagina Facebook conferirà alla vostra comunicazione Social un calore incredibile.

Una delle peculiarità del blogging è essere utili. Se siete guide turistiche, potete fare un articolo sui sotterranei di Palermo: quando andare, con chi, a che ora, per chi è sconsigliato, che profili Instagram seguire. Se siete un ristorante, potete condividere trucchi di cucina. Se siete di pittori, potreste consigliare biografie di artisti da leggere. Il blog è un diario condiviso online, ma se usato con la giusta dose di strategia, è un potente magnete.

Nel Blog e nel Social vige una regola: non vendete promuovendo prodotti, ma intrattenendo, raccontando e coinvolgendo. E nel frattempo create contenuti nel sito (gli articoli di blog) che si indicizzeranno su Google, quindi aumentate la visibilità organica della vostra attività.

Inoltre portando utenti da Facebook al sito, con un articolo utile, avrete poi la possibilità di acquisire i suoi dati con una lead generation, operazione che su Facebook sarebbe possibile sponsorizzando (pagando). Per esempio potreste indurre l’utente a scaricare un eBook contenente la mappa dei sotterranei di Palermo chiedendo di inserire Nome, Cognome e Email in un form.

Grazie a questo giovane imprenditore palermitano, abbiamo scritto questo articolo e gliene siamo grati. Questo significa fare blogging: condividere esperienze, anche quelle brutte.

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