La Brand Awareness spiegata a un gatto di strada

La Brand Awareness spiegata a un gatto

La vita di un gatto di strada non è semplice, a cominciare dalle lunghe e fredde notti, in cui è necessario conoscere un riparo sicuro e non presidiato da altri gatti, fino al procacciarsi il cibo. La vita dell’imprenditore non è molto diversa: bisogna posizionarsi in un punto sicuro (che sia una strada o una posizione in Google o la mente del cliente) e non presidiato da concorrenti, o comunque bisogna spiccare più di loro. In quest’ottica, la concorrenza del gatto sono gli altri gatti (o cani) che possono prendere il prendibile dai cassonetti prima di lui.

Ma il gatto che ravana tra i cassonetti è il piccolo imprenditore, quello che si accontenta, il gatto con la cicatrice, un po’ sporco e trasandato, che rischia di non ambire oltre ciò che ha. Caro gatto di strada, esiste un’altra strada: la brand awareness. Puoi riuscire a ottenere due magie nelle tue sette vite, ma prima, caro quadrupede peloso, devi capire una netta differenza tra questi due business.

  • Il cassonetto: è un contenitore in cui le persone gettano gli avanzi ancora commestibili. Questo tipo di business è casuale, non sai quello che trovi, non hai certezze. Puoi giocare sulla quantità, trafugando tanti cassonetti, ma non avrai mai la certezza della qualità del cibo che troverai.
  • Le persone: esistono persone nel quartiere che amano la tua razza, ma magari non sanno che esisti, e sarebbero ben disposte a darti tre fette di prosciutto e una ciotola di latte. Certamente, se puzzi di cassonetto, non sarà facile far colpo su di loro.

Il prenderti cura del tuo pelo, in marketing, si chiama Personal Branding. Che non significa solo avere il pelo lucido e pettinato ma anche comportarti in modo corretto, elegante, essere presente al momento giusto con la mossa giusta. Steso su un muretto (non per terra) a pettinarti la zampa posteriore tesa, farai vedere che sei un gatto pulito ed educato. Facendo le fusa ai piedi di un bambino, farai colpo sulla mamma. Se ripeti con cura queste e altre operazioni, con costanza, avviene la prima magia…

La tua Brand Awareness avrà un buon livello

Cosa significa? Alcune persone su cui hai fatto colpo, e che ti porgono cibo di qualità, ti danno anche un soprannome o addirittura un nome! Sei riconosciuto come “un gatto pulito, pacifico e che si fa anche accarezzare”. Il tuo posizionamento di marca è molto positivo. Anche da lontano, gli abitanti del quartiere ti riconoscono e gli fa piacere vederti e passarti vicino mentre fai le pulizie sul muretto e salutarti. Anche se oggi non ti danno nulla da mangiare, domani te ne daranno. È un lavoro che richiede costanza.

Esistono strumenti per misurare la Brand Awareness ma, ancora meglio, esistono degli strumenti per coltivarla. Torniamo un attimo a parlare dell’imprenditore, ma quello bravo, quello che i clienti li corteggia nel modo giusto, e non di quello che prende clienti a caso (nel cassonetto). Prendiamo Gino, quello che ha il negozio di prodotti e tolettatura per cani, dovresti conoscerlo… Ecco, Gino ha pianificato una serie di operazioni che nel prossimo anno gli permetteranno, di rimanere nella memoria del vicinato (e non solo)… vediamole:

  • ogni primo venerdì del mese organizza un AperiDog, in cui offre un bicchiere di vino a tutte le persone, clienti e non, che si presentano con un cane;
  • organizza un concorso di selfie col cane (dopo la tolettatura) con hashtag #SelfieBestiali;
  • a Natale regala ai clienti il calendario con i 12 seflie migliori;
  • partecipa come espositore a fiere e mercati locali;
  • ogni martedì pubblica un articolo di blog in cui dà consigli per curare gli amici quadrupedi e per raccontare eventi, concorsi, eccetera;
  • raccoglie le email di tutti i clienti e, una volta al mese, invia loro una email contenente articoli di blog, eventi e prodotti in offerta;
  • l’ultimo punto lo spieghiamo tra poche righe.

Dopo quattro anni nel suo blog ci sono 200 articoli, che significa che con almeno 200 keyword ben precise, relative al mondo canino, il suo blog sarà visibile in Google. Caro amico gatto, non vogliamo tediarti ancora parlando di cani, sappiamo quanto non ti stiano simpatici. Torniamo a te, parliamo dell’ultimo punto…

Il nirvana della tua Brand Awareness è una cuccia calda

Quando sei un gatto ampiamente riconosciuto come affidabile, simpatico, pacifico e docile, hai raccolto abbastanza “clienti” che acquistano le tue moine e fusa pagando con buon cibo e carezze, può avvenire la seconda magia: l’adozione altrimenti detta fidelizzazione. Uno dei tuoi clienti può scegliere di portarti in casa, regalarti una cuccia, una pallina e assicurarti due pasti al giorno, coccole e quant’altro. Nell’imprenditoria questo avviene a tu per tu con ognuno dei clienti, quelli che ti conoscono a fondo e che tu conosci a fondo, anche grazie a tutte le tue manifestazioni di personal branding.

La tua Unic Selling Proposition (il motivo, anzi il tuo valore unico per cui i clienti comprano da te e non da altri) è ben sedimentata nelle loro menti grazie a tutte le volte che hai trasmesso la tua filosofia, e non grazie a tutte le volte che hai mostrato i tuoi prodotti. Ecco perché oggi Social Media e Blogging sono fondamentali. Il sito, istituzionale o e-commerce, è fatto di pagine statiche, proposizione di servizi, prodotti e team. I Social e il Blog permettono di raccontare e di dialogare non solo in negozio. Certo non è possibile fare un AperiDog al giorno, uno al mese sì, ed è un’occasione per vedersi senza parlare di lavoro ma piuttosto per condividere passioni.

Social e Blog consentono di prolungare il rapporto con i clienti e, non solo, di farlo in modo non commerciale, umano, divulgando consigli utili, intrattenimento, svago. Per concludere, caro amico gatto, rimangono due due cose interessanti da dirti.

  1. La quasi totalità dei tuoi gatti concorrenti (e forse anche tu) ravanano nei cassonetti, quindi è molto facile distinguersi e diventare Romeo er mejo der Colosseo, basta muoversi bene e investire il giusto tempo per le giuste mosse.
  2. La piccola percentuale di gatti concorrenti che pensa di non ravanare nei cassonetti, in realtà ravana nei cassonetti, perché utilizza i Social come sterili vetrine – pubblicando grafiche spesso oscene, pseudo-creatività che alla fine mettono sempre e solo al centro il prodotto/servizio – e ha un sito poco strategico, troppo istituzionale e formale e che non fornisce contenuti.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol capire. Sì sa, il senso principale del gatto è l’udito. Non ti stiamo dicendo che subito dopo il nostro corso avrai vita facile e fiumi di clienti, ma che avrai stuppato le orecchie. Capire queste tecniche non è semplice, non perché siano astrusi algoritmi da risolvere, ma perché nei confronti di queste tecniche o c’è scetticismo e immobilismo o c’è presunzione e boria da parte di chi pensa di saper comunicare. Non preoccuparti, gatto, anche le migliori agenzie di comunicazione spesso ravanano nei cassonetti, eppure sono convinti di essere pregiati gatti col pedigree, quindi figurati imprenditori e aziende.

Sai qual è il risultato? Che la loro Brand Awareness è pessima, ovvero pochi si ricordano di loro, molti addirittura non li conoscono, pochi credono in coloro, molti nei rimangono delusi, i loro dipendenti si licenziano per andare a lavorare in aziende più curate, insomma… ravanano nei cassonetti!

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