Eliminare errori classici per migliorare l’usabilità del blog

Usabilità del blog

Nella terza data, con Enrico Collorà, andremo a sviscerare tutti quegli errori classici che commettete nei vostri siti, dettagli spesso ereditati dal tema WordPress che avete utilizzato, piccole modifiche che possono migliorare l’usabilità del blog e, di conseguenza, la navigazione dei vostri lettori. Per intervenire, potrebbe essere necessario interpellare chi vi ha realizzato il sito o contattare un developer che esegua le vostre richieste nel modo giusto.

Che dobbiate aggiornare il blog o che dobbiate crearlo da zero, o se avete un sito aziendale senza blog, dovete tenere conto delle regole fondamentali della UX (User Experience) e dovete tenere a mente questi numeri (fonte Hootsuite):

  • Il 45% della popolazione mondiale utilizza attivamente i Social
  • Il 40% della popolazione mondiale usa attivamente i Social su device mobile
  • 4 miliardi di utenti attivi su internet (più di metà della popolazione mondiale)
  • 3,7 miliardi di utenti attivi su internet navigano attivamente su mobile.

Tradotto: avete provato a navigare nel vostro sito, cercando info, con uno smartphone come se foste un vostro lettore? Se siete influenzati dal fatto che conoscete troppo bene il sito, provate a farlo fare a qualcuno che non lo ha mai visto.

11 Errori da eliminare per migliorare l’usabilità del blog

  1. Hosting solido
  2. Design responsive
  3. Dite cosa fate subito!
  4. Menù comprensibile
  5. Contatti evidenti
  6. Categorie e tag
  7. Breadcrumb
  8. Leggibilità del testo
  9. Social share tool
  10. Pulsante Back Top
  11. Il footer: la seconda home

Se non avete un blog e volete sapere se effettivamente questo corso può servirvi, andate alla fine dell’articolo

Qui faremo solo una breve elencazione, per aiutarvi momentaneamente a trovare quelle piccole imperfezioni che possono essere facilmente eliminate. Ma non toccate nulla. Al corso ci penseremo noi a farvi una seria e profonda pulizia del viso!!!

Imperfezioni

1. Hosting solido

Far ospitare il blog in un hosting economico può rappresentare una serie di problemi gravi, primo tra tutti la lentezza di caricamento delle pagine. Secondo, è possibile che i siti vicini di casa, ospiti nello stesso server, siano oggetto di operazioni sporche di link building, e questo sporcherebbe inevitabilmente la reputazione del vostro sito. Sono piccole cose che però vi faranno perdere posizione nella classifica dei risultati di Google e, per questioni di lentezza del sito, comprometterebbero la navigazione dell’utente.

2. Design responsive

Torniamo all’esperimento iniziale: avete navigato nel vostro sito su uno smartphone? Se si adatta allo schermo, è responsive, ma non basta. Dovete verificare che tutto sia al posto giusto, che non ci siano troppi vuoti: lo schermo del telefono è 10 volte più piccolo rispetto al monitor di un PC. Entrando in homepage, da smartphone, la prima schermata è eloquente? Notate spazio inutilizzato o troppo ingombrante? Avete inserito il logo retina per evitare che sia sfocato? Questi e tanti altri piccoli accorgimenti saranno affrontati da Enrico Collorà.

3. Dite cosa fate subito!

A proposito di entrare in homepage… Molti pensano che fare SEO (Search Engine Optimization) serva a raggirare il motore di ricerca di Google per posizionarsi in prima posizione, invece serve ad essere capiti, letti, “utilizzati” dall’utente che entra nel nostro sito. Il caso: un utente cerca “ricette con il finocchietto selvatico fresco” ed entra nel blog; gli piace il vostro articolo e a un certo punto si chiede «Dove mi trovo?». Istintivamente clicca sul vostro logo, che avete fissato in alto (vero?) ed entra in home page per capire chi siete. Ed è qui dovete mostrare in 3 secondi un’immagine identificativa e un testo (4 righe) che dicano chi siete e cosa fate. Diciamo che nel mobile, i primi centimetri di home page sono una sintesi del Chi siamo.

Menù hamburger4. Menù comprensibile

Menù con nomi strani (per mostrare quanto siete creativi), tendine infinite o tendine assenti e menù affollati di voci. Il menù è come una cartina stradale per attraversare uno stato: se ci sono troppi vicoli e viuzze, diventa ingestibile. Meglio avere 4-5 autostrade principali e qualche statale/provinciale. Avete mai provato ad aprire il vostro menù hamburger su mobile? Come si apre? E come si chiude? Questo è un tema molto delicato, ne parleremo dettagliatamente!

5. Contatti evidenti

Il vostro indirizzo email e numero di telefono si dovrebbero trovare in svariati punti del sito e dovrebbero essere cliccabili. Siete sicuri che siano facilmente raggiungibili? In certi casi potrebbe essere intelligente eliminare il pulsante back top (quello che si trova fissato in basso a destra che, se cliccato, vi riporta in alto a inizio articolo) per inserire un pulsante che avvia la telefonata o una chat su WhatsApp. Istintivamente molti utenti cercano i contatti sferrando 2-3 scroll in basso, nel footer. In certi casi, in particolare nel blogging B2B, potrebbe essere una mossa astuta firmare gli articoli di blog e, sotto la firma, inserire i contatti diretti (email e cellulare), ovviamente cliccabili.

6. Categorie e tag

Qui entriamo in un ginepraio, ma fortunatamente la lezione precedente (Pratiche SEO per il calendario editoriale del Blog di Riccardo Esposito, 25 maggio) ci avrà dato tutti i dettagli per costruire le categorie in modo corretto. Enrico Collorà dovrà affrontare lo stesso tema in termini di UX, cioè come mostriamo le categorie? Come i TAG? Dove? Quanti sono? Qual è il loro scopo funzionale? È un argomento che adesso possiamo solo riassumere in tre righe ma che è il cuore dell’attività del blogger, perché dovrà rispondere alle esigenze di navigazione dell’utente, in termini tanto di contenuto quanto di usabilità.

7. Breadcrumb

Siamo quasi certi che il vostro sito ne possiede uno, ma non siamo abbastanza sicuri che sappiate cosa è, che conosciate la sua importanza e che lo abbiate quindi posizionato nel punto e nel modo giusto. L’immagine qui in basso ci mostra il percorso dell’articolo in cui ci troviamo adesso. Ipotizzando che in questo blog avessimo diverse categorie all’interno del Blog e che quella attuale fosse User Experience, il percorso sarebbe:

Home / Blog / User Experience / Eliminare errori classici per migliorare l’usabilità del blog

Breadcrumb UX SEO

Ognuna delle parti è cliccabile, chiedetevi perché… e fatene buon uso!

8. Leggibilità del testo

Queste non sono solo scelte estetiche, sono vere e proprie decisioni editoriali. Sicuramente fare un po’ di analisi di mercato (analisi benchmark, se volete sentirvi più fichi…) non guasta. Guardate i grandi siti. Wired che tipo di formattazione usa? Quanto è grande (anche su smartphone!) il loro testo di paragrafo? E i titoli? Come vi comunicano che un testo è cliccabile? Usano colori particolari? Dobbiamo evitare che la lettura dei nostri articoli non risulti noiosa e stancante, in termini contenutistici ma anche fisici. La scelta del font, la dimensione, l’interlinea, sono tutti fattori fondamentali che approfondiremo a lezione.

9. Social share tool

Vediamo moltissimi blog validi ma che hanno installato plug-in di condivisione sui Social vecchi come il cucco… Questi strumenti si sono evoluti e vanno usati con la dovuta strategia. Su mobile diventa spesso complicato. Anche questo è un argomento, apparentemente semplice, che approfondiremo con Enrico e che potrebbe significare per i vostri blog un notevole incremento di condivisioni.

10. Pulsante Back Top

Può sembrare banale ricordarlo, ma l’obiettivo della User Experience è diminuire il numero di azioni dell’utente, dobbiamo permettergli di raggiungere ciò che vuole senza troppi movimenti, e per farlo dobbiamo riuscire a immaginare ciò che può voler cercare. Nel nostro sito, quello in cui state leggendo adesso, potete notare che in basso a destra c’è una freccia in trasparenza che indica in alto, è il Back Top. Notate anche che c’è un fixed menù, il menù è fissato in alto anche se scorrete in basso. Perché secondo voi? Stiamo dando all’utente tutte le possibilità per andare dove vuole, senza “spolliciare” troppo sullo smartphone.

Backtop

11. Il footer: la seconda home

Il footer è spesso bistrattato, striminzito, abbandonato nel sottoscala dei siti. Niente di più sbagliato. È la parte più bassa del corpo del nostro sito, il piede, per l’appunto. Ancor di più nell’era mobile, il footer deve parlare, deve raccontare, deve mostrare la struttura del sito (come un menù espanso), i contatti (li ritroviamo anche qui), i Social, l’indirizzo. Una chicca SEO: se il vostro blog punta molto al territorio, nel footer DOVETE inserire l’indirizzo della vostra sede operativa, anche se è casa vostra. Perché? Perché il footer si trova in ogni pagina del sito e Google saprà sempre che ogni vostro contenuto sarà associato a quella geolocalizzazione. Per esempio, se siete un food blogger siciliano e nel vostro footer non c’è specificato di dove siete, vi state perdendo parecchio posizionamento.

Il corso di UX vi serve anche se non avete un blog?

Anzitutto la User Experience può anzi DEVE essere anche applicata alla formattazione di qualunque testo. Per esempio, se avete una pagina Chi siamo molto lunga, in cui raccontate tutta la storia dell’azienda dal Dopoguerra a oggi, potete dividere il testo in paragrafi (H2) e inserire all’inizio del testo un indice di contenuti, ancorandoli, cioè rendendo cliccabili le voci… esattamente come all’inizio di questo articolo. Cliccate sul pulsante Back Top per tornare su a dargli un’occhiata e poi tornate qui a leggere cliccando su andate a fine articolo.

Lo abbiamo fatto più che altro per darvi una dimostrazione pratica ma questa è molto utile, come detto, nel caso in cui il testo è molto lungo ed esaustivo e, a inizio testo, volete dare subito al lettore la possibilità di raggiungere la risposta che sta cercando, che magari si trova a 10-15 scroll più in basso. Ricordate? Diminuire la distanza tra domanda e risposta.

In gergo si dice che nel web writing, in generale, è importante evitare i muri di testo. OK, ma proviamo a spiegarci meglio: è importante rendere un testo sinuoso, colorito, comodo, leggibile, fluido, arieggiato e soleggiato, accogliente, immediato. Enrico ci mostrerà anche come ottenere questa sinuosità.

Se siete web writer o giornalisti…

… grazie a questo corso, potete:

  • dare consigli ai vostri clienti, per migliorare la UX del loro sito
  • pianificare un vostro calendario editoriale, creando collegamenti logici tra un articolo e l’altro, proponendo quindi al vostro cliente non la mera scrittura del pezzo ma una ramificazione di articoli
  • iniziare a pianificare l’apertura del vostro blog

Se siete un’azienda e avete un sito…

… grazie a questo corso potete:

  • ottimizzare le funzionalità del vostro sito
  • migliorare la formattazione dei testi
  • integrare il blog al vostro sito

Ci auguriamo che questo articolo abbia chiarito i vostri dubbi. Se ne avete altri, non esitate a contattarci via email o su WhatsApp 😉

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