Come carambolare un utente nella buca della Customer Delight

Customer Delight

Questo è un articolo molto breve, tecnico e strategico, che può rinfrescare la mente anche a chi già opera nel digital marketing quotidianamente ma si è fossilizzato in brevi operazioni di marketing spot. Prima di capire/ricordare cosa è la customer delight, andiamo per fasi e partiamo dal presupposto che il nostro sia un sito vetrina di una concessionaria di moto e che abbiamo installato nel codice i seguenti strumenti:

  • Google Analytics
  • Google Ads
  • Pixel di Facebook
  • Contact form 7

Il nostro obiettivo principale è circondare il cliente, ovunque vada, in modo ingegnoso. Iniziamo con Google Ads.

Incrementiamo gli accessi su un target specifico

Compriamo la keyword concessionari moto palermo che, come vediamo dagli strumenti di Google, viene usata poco, costerebbe circa 6 cent a click e ha circa 260 ricerche mensili.

Strumenti di Google per keyword

Anche se il vostro sito è già posizionato nella prima pagina di Google, noterete che, se nella keyword è presente il nome di una città, i primi risultati sono ormai spinti in basso da Google Maps. Quindi essere primi, oltre che settimi molti scroll in basso, è un’arma in più molto potente. Con questo impulso andremo a incrementare gli accessi al sito che, al momento, sono rallentati dalla presenza di Google Maps e dai concorrenti che si trovano più in alto nel ranking dei risultati.

Gli utenti che entrano con questa keyword potrebbero cercare moto usate o potrebbero voler vendere la loro moto, per cui non dimenticate di fare un annuncio chiaro e di utilizzare le keyword negative. Quindi, se non vendete/comprate moto usate, dite a Google di non far apparire l’annuncio se qualcuno cerca concessionari moto usate palermo e moto usate palermo, semplice.

Mettiamo un geolocalizzatore nella tasca dell’utente: il Pixel di Facebook

Il Pixel è il codice collegato al vostro ID Pubblicitario di Facebook. Ne avete uno ma potete creare più Eventi collegati a link specifici (esempio prodotto inserito nel carrello, fine acquisto), quindi potete inserirlo in tutti i siti che volete. Ogni utente che entra nel vostro sito, riceverà un cookie (il Facebook Pixel) che ci permetterà quindi di intercettare l’utente nelle prossime ore, anche fuori dal sito e di conoscere sue eventuali azioni (eventi) nel nostro sito. Esattamente come se avessimo un radar, ma senza vedere effettivamente dove si trova l’utente per questione di Privacy, potremo colpirlo con una nuova promozione e sapere se compie determinate operazioni.

Facebook Pixel

Torniamo a colpire il potenziale cliente offrendo qualcosa di utile

Attiviamo su Facebook un post sponsorizzato, un articolo di blog intitolato Le 20 moto più vendute a Palermo. Il target di questo post è semplicemente chi ha ricevuto il Pixel. Nell’articolo di blog fate una rapida panoramica, descrivendo una sintesi dei punti di forza e debolezza di ogni modello. Ma accanto ad ogni modello inserite un pulsante Call to Action Scopri di più.

Prendiamo il suo numero e chiamiamolo!

Cliccando su Scopri di più l’utente finisce in una landing page, anche semplicemente costruita con Contact Form 7 di WordPress, in cui scrivete Scarica la scheda tecnica dettagliata dei 20 modelli di moto più venduti a Palermo. Ovviamente, per scaricare, deve inserire Nome, Cognome, email e numero di telefono. Dopo aver compilato si aprirà la thank you page per ringraziarlo e permettergli il download del pdf cliccando su un apposito pulsante. Nei giorni successivi potrete chiamarlo e invitarlo a prendere un caffè e, ovviamente, a provare la moto che desidera!

Facciamogli una sorpresa… facciamogli dire WOW

Siamo riusciti a farlo venire in negozio? È proprio lui? Quello che ha scaricato il pdf e che poi ha accettato l’appuntamento per provare la moto? Ora dobbiamo stupirlo. Gli regaliamo una t-shirt con una frase potenzialmente virale scritta sulle spalle, per esempio

Resta in auto e assuppati il traffico!

Per carezzare l’orgoglio del centauro che s’infila nel traffico. Anche se non comprerà, non potrà che parlare bene di noi, non lo dimenticherà mai. Quella t-shirt ci è costata 3 euro. Su 100 regalate, pensate quanto beneficio abbiamo seminato. Tecnicamente, in marketing si dice che abbiamo deliziato il cliente, customer delight, ovvero quando abbiamo soddisfatto l’utente più di quanto lui si sarebbe aspettato con qualcosa di sorprendente.

Conclusioni…

Dire che fare sponsorizzate del tipo «Buttiamoci 50 euro di sponsorizzata Facebook e vediamo che succede» oppure «Diamo la Pagina Facebook a quell’agenzia, con 200 euro al mese siamo apposto» oppure «apriamo un sito e ci mettiamo i nostri prodotti» NON BASTA, ci vuole una strategia, diverse tattiche e conoscenza degli strumenti. Altrimenti ci va a finire come al gatto randagio di qui abbiamo parlato qualche giorno fa: preferite accontentarvi di clienti casuali o volete generare clienti in modo ponderato?

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