Il blogger non è un influencer, è semplicemente uno che scrive in un blog

Differenza tra blogger e influencer

Nel 2015 c’è stato un grande boom nel mondo del web, esplosione che ha generato una grandissima confusione e disinformazione: l’influencer marketing. Oggi, a distanza di quasi 5 anni, ancora la gente non ha ben chiaro cosa sia un influencer, e lo identifica esclusivamente nella Ferragni o in Selvaggia Lucarelli. Ancor peggio, la massa confonde il ruolo del blogger con quello dell’influencer, niente di più sbagliato. Oggi addirittura si parla di micro-influencer, ovvero persone che hanno una piccola cerchia di seguaci nei Social, che quotidianamente consigliano o sconsigliano, generando fiumi di commenti.

L’influencer è una persona specializzata in qualcosa e che ha una community di seguaci che vengono appunto influenzati nelle loro scelte. Lo spiega perfettamente Dario Ciracì nell’articolo Come diventare un influencer:

Chi è l’Influencer? L’influencer è una persona in grado di influenzare scelte d’acquisto, politiche o decisionali di altre persone. L’influencer gode, nella vita reale o in quella virtuale, di autorevolezza ed è riconosciuta come esperta di un determinato argomento. La parola “influencer” si è diffusa in modo particolare negli ultimi anni nel web, in relazione a soggetti in grado di influenzare opinioni di una serie di altri utenti, al punto che oggi si parla anche di Influencer Marketing.

Il blogger può diventare un influencer. Ma cerchiamo di capire le origini e l’essenza blog. Nel 99 Peter Merholz conia il termine Blog fondendo due parole: Web + Log, ovvero diario in rete. In alcuni siti aziendali, la sezione News in cui sono pubblicati aggiornamenti ed evoluzioni aziendali (premi, fiere, eventi), altro non è che un blog, anche se usato soltanto per asettici comunicati stampa. Ma è pur sempre un “diario”. Si tratta di una serie di articoli in cascata, dal più recente al più vecchio, in cui potete scrivere il vostro “diario di bordo”, che sia personale, passionale (hobby), professionale (per liberi professionisti) o aziendale. Il primo blog è nato agli albori di Internet, ed era dedicato alla passione per la caccia di un tizio americano.

Blog de l'EspressoAnche testate giornalistiche (come L’Espresso o il Corriere della Sera) hanno un blog per dar voce a “diari” di persone che condividono pensieri ed esperienze. Questa è e sarà sempre la base di qualunque forma di comunicazione, dai geroglifici egiziani alla pubblicità in TV, dai romanzi ai testi sacri: la condivisione. Scoprirete, spulciando nel web, che molti blogger hanno iniziato per passione (come il primo blogger, il cacciatore) e poi si sono ritrovati ad avere moltissimi lettori e, addirittura, ad essere contattati da grandi testate per scrivere nei loro siti o da grandi editori per pubblicare libri.

Nel frattempo, nell’ultimo decennio (in Italia, diciamo, dal 2012), i Social Network sono risultati un ottimo amplificatore per condividere articoli di blog che, fino a poco prima, erano reperibili solo cercando su Google o accedendo direttamente al blog da browser (e dai Preferiti), qualora fossimo lettori abituali. Questo ci dà due misure:

  1. il blog appartiene al suo proprietario e ha un grande vantaggio: si posiziona in Google rispondendo a domande ben precise (es. un articolo intitolato Come cucinare la pasta al forno alla palermitana risponderà alla ricerca su Google ricetta pasta al formo palermitana). Ha una platea irremovibile e potenzialmente crescente di gente che cerca risposte in Google;
  2. i Social (Facebook, Instagram, YouTube, eccetera) appartengono a grandi imprenditori, ma il blogger può utilizzarli per entrare quotidianamente in contatto con i suoi lettori, condividendo foto, video, video live e, ovviamente, articoli di blog.

La goccia che ha fatto traboccare il Web: il blog personale su Instagram

Vi sarà capitato di leggere sotto a qualche profilo instagram “Blog personale”. Se cercate su Google blog personale su instagram, il primo articolo (di blog) che trovate è di Riccardo Esposito, e spiega come ottenere la voce blog personale su Instagram. Riccardo scrive subito:

È possibile creare un blog personale su Instagram? Dipende cosa intendi, di certo non puoi sfruttare la versatilità di WordPress su questo social network. E non puoi usare gli articoli per fare SEO su Google, questo è chiaro. Però prova a intendere il blogging in un senso più ampio. Vale a dire come comunicazione bidirezionale, progetto editoriale che vede come protagonista la voce del singolo. Oggi ci sono mille opportunità per diventare blogger. E questo avviene anche con il visual, con le immagini che pubblichi sul web e sul tuo profilo Instagram.

Esistono nuovi modi di fare blogging (quindi modi di avere un “diario nel web”) che possono usufruire anche soltanto esclusivamente di un Social visual come Instagram o YouTube. Ma il blog è il blog e, come abbiamo detto, il blog è tuo, il Social è un canale. Vi chiederete, un vlogger (video blogger) o un instagrammer (blogger su instagram) con milioni di follower sui Social, cosa se ne fa di un blog?

È una sua scelta: il blog richiede tempo e dedizione. Se il video blogger in questione dedica già fin troppo tempo alla produzione video e guadagna parecchio, allora forse può essere giusto abbandonare il blog “sito”, per dedicarsi interamente a ciò che sa fare meglio. I nodi al pettine possono venire un domani, se il suo Social preferito dovesse chiudere.

Ma voi, grazie a Dio, non siete dei Ferragnez. E dovete forse ancora capire chi siete, cosa fate esattamente e quali sono i vostri obiettivi.

Quali sono gli obiettivi di un blog?

Nel caso specifico, in questo momento state leggendo un blog integrato al sito di un corso, non ci reputiamo blogger ma, inevitabilmente, stiamo facendo attività di blogging. Cogliete la differenza? L’obiettivo di 4 DATE è creare informazione, anzi debellare la disinformazione sul Web Marketing a Palermo, e vendere ticket per partecipare al corso che si terrà tra maggio e giugno. Quindi il nostro obiettivo è insegnarvi a capire come utilizzare al meglio gli strumenti digitali. Nell’attesa che il corso cominci, a prescindere che veniate o meno, vogliamo regalarvi già delle nozioni importanti attraverso questo blog.

Questo meccanismo è applicabile a qualunque azienda: B&B, ristorante, birreria, negozio di scarpe, salumeria, negozio di biciclette, rappresentanza di bicchieri, illuminotecnica, studio d’archiettura, tabaccheria, scuola di calcio, palestra, concessionarie di auto, tour operator, guida turistica, eccetera. Tutti abbiamo qualcosa da raccontare ed esperienze da condividere nella sezione “diario” del nostro sito. Tutti abbiamo un potenziale pubblico di lettori. E non importa che siano milioni: ne bastano anche poche decine, l’importante è che siano le persone giuste. Il blog deve essere utile, deve intrattenere piacevolmente e deve rispondere a domande ben precise.

Ritorniamo a dire che possono essere lettori casuali, quindi che cercano su Google, trovano il vostro articolo e leggono la risposta che cercavano, o lettori di ritorno, che tornano a leggere il vostro blog perché si fidano di voi. Ma, volendo, possono tornare perché voi li stimolate a farlo…

Come stimolare i lettori a tornare nel blog

Esempio di landing page con Get ResponseL’errore più grande che può commettere un blogger è perdere di vista l’obiettivo principale. Se avete un blog di crostate e nel frattempo siete diventati ambassador di una marca di farina particolare, potreste commettere l’errore di parlare solo di quella farina e comportarvi da rivenditori ufficiali. Niente di più sbagliato. Potete iniziare col fare qualcosa di utile per i vostri lettori, ma veramente utile: pubblicate un articolo che mostra una panoramica sulle farine e attraverso cui il lettore può scaricare un pdf che contiene tutte le soluzioni dolciarie possibili con ogni tipologia di farina. Quando sarà il momento, potrete citare l’azienda, con classe, semplicemente menzionandola e dicendo che con quella vi trovate benissimo.

In primis, state regalando un contenuto estremamente utile ad altri pasticceri, fai-da-te o professionali che siano. Chi scarica il pdf, in cambio deve inserire in un form Nome, Cognome e Indirizzo email, solo dopo riceverà via email il pdf segreto. Si chiama Lead Generation e ne parleremo con Enrico Collorà, durante la terza data. Avendo l’indirizzo email di alcuni lettori, potrete invitarli a leggere nuovi articoli. Da questa attività di emailing verranno fuori clienti, collaboratori, fornitori. Ma anche ispirazione, perché se invierete una email umana, composta da semplice testo, senza fronzoli, potete anche ottenere risposte… Provate a chiedere un parere o un consiglio alla fine della mail.

La condivisione, per magia, diventa dialogo. Niente di più gratificante! Quando organizzerete uno show cooking per testare la nuova farina, i vostri lettori verranno per stringervi la mano, per fare due chiacchiere faccia a faccia. Per invitarli a venire, inviargli una email sarà un’arma molto più efficace rispetto al post sul Social. Esistono poi le notifiche push, ormai quasi tutti le installano nei loro blog. Se entrate nel sito di Riccardo Esposito, il sito vi chiederà “Volete ricevere notifiche quando pubblicheremo nuovi articoli?”. Basta cliccare Sì.

Notifiche pushQueste sono alcune delle tecniche che impareremo. Se avete dubbi, o volete approfondire qualche concetto in particolare, scriveteci a team@4date.it e non dimenticate che se mancherete a una due date del corso, riceverete un video della lezione 😉

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